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Giornate FAI di Primavera - 21 e 22 marzo 2026

Aperture straordinarie, Visite, Laboratori

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano le Giornate FAI di Primavera, giunte alla 34ª edizione. Il grande evento nazionale promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano invita, come ogni anno, cittadini e visitatori a riscoprire il patrimonio culturale e paesaggistico del Paese.

Dal 1993, nel primo fine settimana di primavera, questa iniziativa offre a centinaia di migliaia di persone l’opportunità di riappropriarsi dei luoghi in cui vivono: città, borghi e territori che custodiscono tesori d’arte e di natura, spesso poco conosciuti, ma ricchi di storia e identità.

Un patrimonio fatto non solo di monumenti e paesaggi, ma anche di tradizioni, saperi e racconti tramandati nel tempo dalle comunità che li custodiscono. A loro il FAI dedica ogni anno questa grande “festa collettiva”, pensata per promuovere la conoscenza, la cura e la tutela dei beni culturali e ambientali.

Un impegno che riflette la missione educativa che la Fondazione porta avanti da oltre cinquant’anni: avvicinare le persone alla bellezza del patrimonio italiano e rafforzare il legame tra cittadini e territorio. 

Scopri tutti i luoghi del FAI  su Firenze sulla pagina web dedicata!

 

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FAI Fondambiente

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Appuntamenti

Appuntamenti

Palazzo Buontalenti

Aperture straordinarie, Visite, Laboratori

Palazzo Buontalenti non è normalmente accessibile al pubblico, essendo la sede di una istituzione accademica internazionale, l’European University Institute (EUI) - School of Transnational Governance.

Noto come il Casino Mediceo di San Marco, occupa una area urbana nelle vicinanze del Complesso domenicano di San Marco. Il terreno su cui si eleva, caratterizzato da evidenze architettoniche di epoche distinte tra le quali domina il celeberrimo casino cinquecentesco, appartenne alla Famiglia Medici sin dai tempi di Cosimo il Vecchio, che lo acquistò prima del 1455, assai probabile che i famosissimi Orti Medicei di Lorenzo il Magnifico, l'Accademia degli scultori rinascimentali, si trovassero esattamente in corrispondenza del luogo sul quale oggi sorge il Palazzo.

Il percorso di visita si snoda negli ambienti restaurati dell’ala nord, dove si conserva il celebre ciclo di affreschi secenteschi commissionato nel 1621 dal cardinale Carlo de' Medici. Le cinque sale sono dedicate ai granduchi di Toscana Cosimo I de' Medici, Francesco I de' Medici, Ferdinando I de' Medici e Cosimo II de' Medici.

Gli affreschi, tra i più significativi esempi della pittura fiorentina di inizio Seicento, celebrano le imprese militari e culturali dei granduchi, raccontando il prestigio e la storia della dinastia medicea.

I gruppi saranno composti da 25 persone, con frequenza di visita ogni 15-20', in funzione dell'afflusso di pubblico.

Quando
21/03/2026
10:00 - 17:00
22/03/2026
10:00 - 17:00

Palazzo Cerretani

Aperture straordinarie, Visite, Laboratori

Il Palazzo dei Cerretani si trova nel centro di Firenze, in Piazza dell'Unità Italiana, a pochi metri dalla Stazione di Santa Maria Novella. L'edificio, a seguito di una ristrutturazione eseguita nel 1714, occupa l'intero spazio tra la piazza e l'area ora di largo Fratelli Alinari. Oggi è sede di uffici della Giunta Regionale e dal 2016 ospita, al pianterreno, la Biblioteca della Toscana Pietro Leopoldo che raccoglie documentazione giuridico-legislativa e dell'identità toscana.

Il palazzo fu creato dalla famiglia Cerretani tra il Cinquecento e il Settecento attraverso l'accorpamento di immobili preesistenti. Dopo l'estinzione del ramo fiorentino della famiglia, nel 1802 la proprietà passò ai Gondi. Nel 1857 fu acquistato dalla contessa russa Giulia Bielinska Bobrinskoy, che vi realizzò un teatro a scopo filantropico. La svolta decisiva avvenne nel 1862, quando la contessa cedette l'edificio alla Società Anonima per le Strade Ferrate (poi Ferrovie dello Stato). Questo atto segnò la fine dell'uso residenziale nobiliare, trasformando il complesso in un polo di uffici e servizi, ampliato infine nel Novecento con l'ala sull'attuale Piazza Stazione.

Quasi tutti i locali non sono normalmente accessibili. Il palazzo è un organismo vivente che riflette l’intera evoluzione di Firenze. Le sue fondamenta affondano nella Florentia di età augustea, dove una villa rustica produceva il vino che riforniva la città romana. Visitare questi ambienti significa attraversare i secoli: dalle robuste torri medievali inglobate nelle mura, alle ambizioni barocche della famiglia Cerretani.

Quando
21/03/2026
10:00 - 17:00
22/03/2026
dalle 10:00
Prezzi

Caserma Simoni ex Complesso di San Jacopo di Ripoli

Aperture straordinarie, Visite, Laboratori

L'ex refettorio di San Jacopo di Ripoli, oggi sala conferenze della Caserma Simoni, è uno scrigno di segreti artistici e storici. Recenti restauri hanno svelato pitture murali celate da secoli, frammenti di un vasto ciclo dedicato alla Vergine, a Cristo e ai Santi Martiri. Sebbene la tradizione dei refettori imponesse un'Ultima Cena, l'opera documentata del 1546 di Fra Paolo da Pistoia risulta oggi perduta o sepolta, lasciando visibili solo le decorazioni laterali.Visitare l'ex complesso di San Jacopo di Ripoli, oggi Caserma Simoni, significa scoprire un luogo dove la grande storia di Firenze si manifesta in forme inaspettate. Sede della prima stamperia cittadina nel Quattrocento, il monastero vide le monache produrre capolavori come il Decameron e opere di Platone, ospitando persino le prediche del Savonarola. Sebbene tesori iconici come lo "Sposalizio" del Ghirlandaio (ora a villa la Quiete) siano stati trasferiti, il fascino del sito resta intatto. La caserma è intitolata al Generale Simone Simoni, martire delle Fosse Ardeatine, e sorge su via della Scala, scenario delle antiche congiure repubblicane contro i Medici. È una tappa imprescindibile per chi cerca una Firenze autentica, fuori dai circuiti di massa, capace di unire l'eccellenza del restauro dell'Opificio delle Pietre Dure alla memoria del sacrificio patriottico.

Quando
21/03/2026
10:00 - 17:00
22/03/2026
10:00 - 17:00
Prezzi

Borgo di San Pietro a Varlungo

Aperture straordinarie, Visite, Laboratori

La chiesa di San Pietro a Varlungo vanta origini antichissime, addirittura precedenti all'anno Mille, sebbene sia documentata ufficialmente dal 1107. Passata sotto il patronato dei Bonciani nel Quattrocento, la struttura fu radicalmente rinnovata a fine Seicento, mentre nell'Ottocento assunse l'aspetto attuale con l'aggiunta del campanile e la rimozione del portico.

Visitare il borgo di San Pietro a Varlungo è un’occasione rara per scoprire una Firenze autentica e lontana dal turismo di massa. Il complesso, composto da Chiesa Vecchia, Cimitero e Chiesa Nuova, custodisce tesori del tardo barocco fiorentino, tra cui spiccano le opere dell’anticonformista Alessandro Gherardini e di Onorio Marinari, qui eccezionalmente impegnato come frescante. Cuore artistico della chiesa è la preziosa Madonna col Bambino del duecentesco Maestro di Varlungo, capolavoro che segna il passaggio verso la sensibilità giottesca, insieme ai tre Crocifissi lignei, in particolare lo straordinario “Cristo risorto”, copia del celebre Volto Santo di Lucca, recentemente restaurato ed un presepe. La Chiesa ospita in una teca di cristallo anche il corpo incorrotto della Venerabile Suor Domenica del Paradiso (1473-1553), fondatrice del Monastero della Crocetta. La visita si completa con l'antico cimitero, suggestivo frammento di storia locale, e con la Chiesa Nuova che rende questo borgo un crocevia unico tra spiritualità, resistenza e bellezza. 

Quando
21/03/2026
10:00 - 17:00
22/03/2026
10:00 - 17:00
Prezzi

Villa del Cigliano

Aperture straordinarie, Visite, Laboratori

La Villa del Cigliano si trova nel Chianti Fiorentino, a San Casciano Val di Pesa, in un territorio di colline che disegnano un paesaggio di vigneti e uliveti interrotti da antichi borghi medievali, pievi romaniche, castelli e ville storiche, immerso nella storia e nella grande tradizione agricola di questa zona, strategica sulla via tra Firenze e Siena.

Il nome Cigliano evoca un passato prestigioso, derivando dalla "Gens Acilia" romana, su un probabile sito etrusco. Citato già nell'XI secolo tra i beni donati da Carlo Magno all'Abbazia di Nonantola, il borgo funse da presidio difensivo con la sua torre longobarda.Il giardino della Villa del Cigliano è un raffinato "hortus conclusus" dove la geometria rinascimentale incontra l'estro barocco. Il cuore della composizione è la Peschiera: un bacino d'acqua che, specchiando la facciata, raddoppia la maestosità dell'architettura.

Durante la visita saranno accessibili il cortile e il giardino, si tratta di un'occasione eccezionale poiché i visitatori avranno la possibilità esclusiva di accedere a un microcosmo rinascimentale solitamente precluso al pubblico. 

Indicazioni - Facilmente raggiungibile in auto da Firenze (25 km) percorrendo la superstrada Firenze-Siena; uscire a Bargino (o San Casciano Val di Pesa) e proseguire seguendo le indicazioni per la Villa. Parcheggiare nella zona artigianale - parcheggi liberi nel fine settimana - e poi percorrere a piedi la strada costeggiata da ulivi di 7-800 metri che porta in Villa, dove è vietato parcheggiare.

Quando
21/03/2026
10:00 - 17:00
22/03/2026
10:00 - 17:00
Prezzi