A chi appartiene il patrimonio artistico? Chi è in grado di raccontare il patrimonio culturale di un paese, solo chi ne fa parte per nascita e formazione o anche chi quella cultura l'ha scelta, sposata, abbracciata?
A Firenze è nato già da qualche anno il progetto Amir, parola che in arabo significa “giovane principe” ma allo stesso tempo è ’acronimo di Accoglienza Musei Inclusione Relazione, propone di guardare la nostra cultura con gli occhi di stranieri immigrati in Italia, invitandoli a varcare le soglie dei musei nel ruolo inedito di guida per appropriarsi di una storia e di una identità nuove e a raccontare come vedono, leggono, sentono e interpretano il nostro patrimonio.
Alla base del progetto la convinzione che la cultura porti con sé benessere e integrazione: ecco perché i Musei Civici Fiorentini, i Musei della Città di Fiesole, Stazione Utopia ospitata all’interno dal Museo dell’Opera del Duomo, il Museo degli Innocenti di Firenze e la Fondazione Primo Conti di Fiesole hanno pensato di costruire – grazie al sostegno della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze – un percorso teso a favorire il dialogo fra musei e immigrati e a costruire nel tempo un rapporto di confidenza, di frequentazione e di partecipazione al patrimonio da parte di persone straniere.
Questo esperimento ha portato una selezione di persone, uomini e donne di diversa origine, a partecipare a un corso di formazione che ha consentito loro di acquisire le competenze per accompagnare a propria volta gruppi di stranieri e di italiani in visita ai musei.
Il progetto Amir conta diverse stagioni : nel mese di settembre sono previste visite alle Ville medicee di Petraia e Castello, oltre che ai borghi "periferici" ma storici di Peretola e Quaracchi.
Tutte le attività sono gratuite ma a prenotazione obbligatoria, scoprile sul sito