
Un percorso fra le Case della Memoria
L'Associazione Nazionale Case della Memoria riunisce le case (oggi case-museo) dove vissero personaggi illustri in ogni campo del sapere, dell'arte, della letteratura, della scienza, della storia.
Custodite nella loro integrità, dove è possibile, o comunque affidate alla cura di studiosi ed esperti del personaggio e dell'arte a lui o lei collegata, sono luoghi dove ancora si respirano atmosfere, gesti, incontri. Dove si ammirano oggetti, libri, visuali, che sono già stati amati da quel personaggio.
Quando visitarle
Una paio di volte l'anno con la Giornata Nazionale e quella Internazionale delle Case della Memoria, permette a tutti di entrare a conoscere gli spazi più privati di artisti, musicisti, intellettuali, collezionisti, in un percorso affascinante. Molti di questi luoghi, essendo musei, hanno comunque un'apertura fissa e calendarizzata.
Dove sono
Nel territorio di Firenze, quello corrispondente all'omonimo Ambito, ci sono molte case museo : la maggior parte in città, in edifici storici o belle ville in collina, ma anche nelle cittadine o nei paesi dei dintorni. Ogni casa è motivo di un'escursione per andare a scoprire un territorio ricco di storia.
Possiamo "andare in visita" da Giovanni Spadolini, Galileo Galilei, Michelangelo Buonarroti, Elizabeth Barret Browning, Enrico Caruso, Gino Bartali, Piero Bargellini, Sir Acton, Franco e Lidia Luciani o Giovanni Michelucci
Seguite il nostro itinerario
Ambito Firenze e Area Fiorentina
I luoghi
Tappe
Fondazione Spadolini Nuova Antologia
La Fondazione Spadolini Nuova Antologia, costituita da Giovanni Spadolini nel 1980, con decreto del presidente della Repubblica Sandro Pertini, ha sede a Firenze, sulla collina di Pian dei Giullari, sopra il piazzale Michelangelo: per statuto essa mette a servizio degli studiosi l’ingente patrimonio culturale e la biblioteca che lo statista le ha lasciato al momento della scomparsa, nel 1994.
Meglio conosciuta come “Casa dei libri” o “Il tondo dei cipressi”, la villa – costruita negli anni Sessanta del secolo scorso – domina dall’alto i monumenti più celebri di Firenze e all’interno conserva un ricco patrimonio culturale: la prestigiosa biblioteca con volumi antichi, le raccolte di cimeli napoleonici e risorgimentali, oltre a opere di artisti toscani come Guido Spadolini, Ottone Rosai e Ardengo Soffici, affiancati da maestri provenienti dal resto d’Italia, come Giorgio Morandi e Nino Caffé.
Casa Guidi
Robert Browning ed Elizabeth Barrett giunsero a Firenze nel 1847, quando Elizabeth era già una poetessa affermata, e vi rimasero per quattordici anni fino alla sua morte, stringendo amicizia con molti italiani famosi.
Il nome Casa Guidi fu ideato da Elizabeth per dare l’idea di una residenza familiare: tranne alcuni pezzi pregiati,quadri e mobili furono acquistati presso i rigattieri fiorentini. Oggi l’appartamento conserva complessivamentel’aspetto dell’epoca.
Giardino di Villa La Pietra
Il giardino barocco della villa, già di proprietà dei Capponi fu trasformato in giardino all'inglese nell'Ottocento.
L'attuale giardino fu realizzato a partire dal 1904 per volere del proprietario Arthur Acton da parte di grandi giardinieri del tempo: Ambroziewicz, Bonaiuti, Castellucci, Dodge e Watson. Il giardino rappresenta la naturale continuazione della villa, in una continuità fra interno ed esterno.
Il sistema è a terrazze (tipico del giardino toscano) con "stanze di verzura" (tipiche della tradizione barocca) all'interno delle quali si trovano architetture e statue di provenienza veneta.
Nel giardino e nella villa trascorse la sua vita Sir Harold Acton, scrittore, intellettuale ed esteta.
Villa Pozzolini di Bivigliano
L'edificio prende il nome dall'ultimo proprietario, Luigi Pozzolini, che l'acquistò nel 1859 ad un'asta di beni delle proprietà Ginori.
La costruzione dell'immobile risale al cinquecento, forse su progetto di Bernardo Buontalenti, ed è circondato da uno splendido giardino formale e da un parco di 12 ettari, un tempo utilizzato come riserva di caccia.
La villa attualmente è utilizzata come location per eventi e matrimoni.
Casa Studio Piero Bargellini
Piero Bargellini (1897-1980) è, nella memoria di tutti i fiorentini, il sindaco di Firenze che ha dovuto fare fronte all'immane tragedia dell'alluvione del 1966. Ma non solo, dal 1051 al 1956 era stato l'Assessore alle Belle Arti per il Comune di Firenze e, successivamente, anche parlamentare per due legislature.
Scrittore prolifico e appassionato della storia della sua città, nella sua lunga carriera ha dato alle stampe più di 60 libri.
Il suo studio in pieno centro a Firenze è stato luogo di ritrovo di artisti e scrittori, personalità del cinema e dello spettacolo e intellettuali.
Nel cinquecentesco palazzo Da Cepparello, acquistato da Bargellini nel 1946, è possibile visitare lo Studio, così come era stato conservato e concepito dal suo proprietario: con alti soffitti a cassettoni e un ciclo di affreschi trecenteschi provenienti dalla Chiesa delle Busche presso Carmignano (Prato).
Museo Enrico Caruso
Il legame fra Enrico Caruso e la collina di Bellosguardo sopra Lastra a Signa fu un legame di amore, nato dalla sua relazione con Ada Giachetti. Insieme visitarono la malmessa dimora di campagna, insieme l'acquistarono a caro prezzo, insieme ci andarono a vivere more uxorio. Caruso investì ingenti somme nella ristrutturazione della villa, impiegando maestranze locali in un periodo in cui la principale fonte di reddito - la lavorazione della paglia- era in forte crisi. Il risultato del lavoro fu una splendida dimora, in posizione dominante sopra la vallata dell'Arno, con un maestoso giardino all'italiana e una tenuta agricola sterminata. Enrico Caruso fu il primo vero divo italiano, un tenore che seppe utilizzare tutti i mezzi dell'epoca, dal cinema (muto) all'incisione su vinile per moltiplicare all'infinito la presenza della sua voce, oltre alle rappresentazioni su palcoscenico.
L'esposizione si articola nelle stanze del piano nobile della villa, includendo la camera da letto del tenore, con mobilia originale. In un'altra saletta ci sono i disegni di Caruso, soprattutto caricature che l'artista tracciava, con mano sapiente, per rilassarsi. E una grande collezione di grammofoni dei primi anni del Novecento, tutti funzionanti, a testimoniare l'importanza delle incisioni delle opere. Poi immagini fotografiche, sia private che degli spettacoli e dei colleghi, programmi di sala dei numerosissimi teatri in cui Caruso di esibì in tutto il mondo, e abiti di scena, che verranno esposti a rotazione. Il museo vanta anche particolari effetti visivi e sonori, gli zampilli sonori, che si possono apprezzare nella sala della musica: come se la voce di Caruso "investisse" il visitatore che si avvicina alle vetrine.
Museo del Ciclismo Gino Bartali
Il museo intitolato al campione toscano Gino Bartali sorge a Ponte a Ema, località ove il grande ciclista era nato e aveva iniziato la carriera agonistica. L’edificio si sviluppa su tre piani, per oltre 1000 mq. di superficie.
Al piano seminterrato si trova il deposito delle biciclette di varie epoche, che ne fa intravedere l’evoluzione tecnica, e al primo piano il museo vero e proprio con l’esposizione di velocipedi, biciclette, indumenti e cimeli che documentano la storia del ciclismo e le imprese di Gino Bartali e di altri campioni. Vi sono conservati anche importanti raccolte di giornali d’epoca, numerose pubblicazioni e filmati.
Il museo è interessante per tutti i bambini e ragazzi che amano il ciclismo oppure vogliono conoscere la storia della bicicletta.
Casa di Franco e Lidia Luciani
La Casa di Franco e Lidia Luciani è una villetta a schiera costruita nella metà degli anni ’20 del secolo scorso con i fondi messi a disposizione dai dipendenti della Società Elettrica Sert Valdarno (oggi ENEL) e si trova nel quartiere di Gavinana, nella zona sud-est di Firenze.
La Casa custodisce un' importante collezione di dipinti, incisioni, stampe, ceramiche, maioliche, bronzi, libri, cartoline, mobili antichi che Franco, classe 1930, creò nel corso della vita supportato in questa passione dalla moglie Lidia.
Entrambi di formazione classica, farmacista lui e insegnante lei, si appassionarono in particolare alla pittura toscana dell’800 e acquistarono nel corso della loro vita numerosi dipinti di maestri macchiaioli e post macchiaioli, quegli artisti che a partire dal 1860 hanno animato il panorama pittorico italiano e che hanno contribuito in modo decisivo al rinnovamento dell’estetica pittorica tradizionale, anticipatori dell’impressionismo.
La collezione conservata in questa abitazione nasce alla fine degli anni ‘50 del secolo scorso su iniziativa di Franco e si arricchisce di anno in anno fino al 2006 anno della sua morte. Molti dei quadri presenti nella Casa sono stati esposti nel corso degli anni a mostre e vernissage. Fra gli artisti si ricorda Nomellini, Lomi, Natali, March, Filippelli, Corcos, oltre ai pittori macchiaioli fiorentini Signorini, Cabianca, Tommasi, gli scorci fiorentini di Borrani.
Ora che Franco e Lidia non ci sono più rimane intatta, nella casa dove hanno vissuto la loro vita, la collezione che hanno costruito, plasmato e fortemente amato. Le figlie desiderano mettere a disposizione del pubblico, degli esperti di settore, degli studiosi o semplicemente degli amanti dell’arte tutto questo patrimonio.
La Casa fa parte dell'Associazione Nazionale Case della memoria.
Museo Fondazione Primo Conti
La quattrocentesca Villa Le Coste, che per molti anni fu l’abitazione del pittore, è sede della Fondazione che comprende l’Archivio - con oltre centomila documenti riguardanti soprattutto il futurismo e i suoi protagonisti - e il Museo. Vi sono raccolti circa sessanta dipinti e centocinquanta disegni di Primo Conti che coprono un arco cronologico dal 1911 al 1985, consentendo di studiare, attraverso l’opera del pittore fiorentino, lo sviluppo delle vicende artistiche del Novecento in Italia e in Europa.
Fondazione Michelucci
Giovanni Michelucci, grande protagonista della cultura italiana del Novecento, è stato uno dei maggiori architetti italiani del XX secolo. Nella sede della Fondazione, che è la casa dove ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, sono consultabili l'archivio, le memorie del’architetto, i disegni, i plastici, i fondi bibliotecari. Si possono ammirare i mobili da lui disegnati ed i quadri di sua moglie Eloisa Pacini, insieme a molte opere d’arte degli amici architetti e artisti.
Dopo 35 anni di attività la Fondazione si caratterizza come un originale e consolidato punto di riferimento nella ricerca/progetto sui temi dell’habitat sociale e del rapporto tra spazio e società. Alla Fondazione è anche legata la pubblicazione della rivista “La Nuova Città”.
Dalla villa chiamata Villa Il Roseto, dove ha sede la Fondazione, si ha una tra le vedute più belle su Firenze e la valle dell’Arno. Inoltre si può ammirare un giardino completamente terrazzato ricco di ortensie, rose, azalee e ornato di alberi: olivi, cipressi, aranci, melograni, ciliegi e piante tipiche della macchia mediterranea.
Villa Il Gioiello o Villa Galileo
Villa il Gioiello, detta anche Villa Galileo, è la dimora in cui il grande scienziato Galileo Galilei trascorse l'ultima parte della sua vita, confinato agli arresti domiciliari dalla condanna del Santo Uffizio del 1633.
L'Università degli Studi di Firenze cura il mantenimento e la valorizzazione della Villa e del resede con l'appezzamento di terreno dove era l'orto galileiano.
È una villa di forme rinascimentali, collocata in un contesto paesaggistico incantevole, non lontano dalla città. All'interno contiene arredi coevi al periodo in cui vi abitò lo scienziato; inoltre la Villa ospita conferenze e seminari organizzati dai centri di ricercae alta formazione che sorgono sulla collina di Arcetri, dove si trova l'Osservatorio Astronomico e l'INAF..
I Servizi Educativi del Sistema Museale di Ateneo organizzano periodicamente visite guidate, laboratori e attività per famiglie.
Info su www.sma.unifi.it.
Fondazione Casa Buonarroti
Il Museo di Casa Buonarroti è da considerarsi a tutti gli effetti il tempio della memoria di Michelangelo.
Acquisita dallo stesso Michelangelo Buonarroti intorno al 1510, la proprietà divenne centrale per la famiglia Buonarroti solo nel Seicento, quando il palazzo assunse l’aspetto attuale. Fu infatti grazie al pronipote Michelangelo il Giovane, personaggio di rilievo nella cultura fiorentina del Seicento, che questa casa fu fatta decorare con dipinti celebrativi della gloria familiare, a cui furono dedicate quattro sale.
Alle opere autografe di Michelangelo - che comprendono, oltre ai disegni, straordinarie opere giovanili comela Madonna della scala e la Battaglia dei centauri - si aggiunsero col tempo sculture romane, dipinti rinascimentali e seicenteschi, maioliche robbiane e infine reperti etruschi. Sempre al grande Maestro si devono il grande modello ligneo per la facciata della chiesa di San Lorenzo e il Dio fluviale, bozzetto per la Sacrestia Nuova (Complesso delle Cappelle medicee)
Grazie alla curatela della Fondazione Casa Buonarroti il museo ha un'intensa attività espositiva, e anche gruppi di disegni del maestro Michelangelo vengono esposti temporaneamente a rotazione.











